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mercoledì 17 maggio 2017

FRANCESCO BARILLI SU CAMPANA

martedì 16 maggio 2017

“Campana”, di Simone Lucciola e Rocco Lombardi





Provo sempre un po’ di imbarazzo a parlare del fumetto di un amico. E’ però vero che scrivere recensioni non è una mia professione (né, a dire il vero, una mia passione) e che il mondo del fumetto è un microcosmo in cui si finisce col conoscere altri artisti, stringere amicizie, interessarsi proprio dei lavori di qualcuno con cui hai creato un rapporto che va al di là della conoscenza professionale… 
Insomma, un lungo pippone per dire che, sì, ho letto “Campana” perché mi incuriosiva la figura del protagonista, ma pure per l’amicizia che mi lega a Simone Lucciola (autore assieme a Rocco Lombardi di questo fumetto, uscito per Giuda edizioni nel 2011). Ad attestare che l’affetto per Simone non influenza questa “recensione” (meno pomposamente: un commento e un consiglio di lettura) c’è solo la mia parola: non è molto, l’ammetto, ma non posso produrre nulla di più.

E’ probabile che, fra quanti stanno leggendo, molti non conoscano Dino Campana (1885 – 1932). Credo che per lui qualsiasi definizione finisca con l’essere un’etichetta vaga e incompleta, considerata la sua complessa “natura umana”. “Poeta maledetto” è null’altro che una di queste vaghe etichette: valida, tutto sommato e con tutti i limiti di ogni “etichetta”, per capire almeno a che tipo di narrazione ci stiamo avvicinando.

Simone e Rocco hanno realizzato un’opera originale, a cominciare dallo stile grafico (a 4 mani). Una scelta in cui si alternano, fondendosi però in un’unica piacevole lettura, il segno pulito del primo e quello più allucinato di Rocco.
Ma forse qui devo correggermi: parlo di “un’unica piacevole lettura”, ma il nostro caso è diverso. Coerentemente con l’arte, la poetica e la vita stessa del protagonista, il lavoro di Rocco e Simone è innanzitutto da “guardare” prima ancora che da leggere. Un fumetto “visivo” – più che “visionario” – che restituisce non tanto, o non solo, una biografia sofferta, ma pure l’intensità delle creazioni di Campana.

“Campana” non è, infatti, una biografia a fumetti (anche se nel volume risulta evidente l’attenta ricerca documentale degli autori), ma un viaggio attraverso l’esistenza del poeta, i suoi versi, i luoghi visitati… Anche le immagini oniriche delle sue liriche sono efficacemente evocate dalle tavole di Rocco e Simone.
Leggere questo fumetto è come percorrere un viaggio, solo in parte “fisico”, finendo attirati in un vortice psichedelico di immagini e testi. Che sono poi il viaggio e il vortice di un uomo che aveva trovato nella poesia non tanto la propria forma di espressione, ma l’unica ragione di vita. 
E’ un percorso, quello tracciato da Simone e Rocco, volutamente non lineare, ma non per questo meno razionale: forse, anzi, l’unico metodo per rendere su carta l’esplosione delle liriche di Campana, i suoi conflitti interiori e, al tempo stesso, la sua breve esistenza. Un percorso in cui ci si perde, se si cerca un ordine, ma è l’unico percorso possibile, proprio perché si tratta di una storia che “rifiuta l’ordine” e che deve essere fruita come una sorta di mosaico in cui ogni tassello può acquisire un diverso senso a seconda di quello a cui viene accostato… E Campana stesso emerge come una sorta di archetipo dell’artista libero (libertario?) che rifiutava ogni convenzione, sociale quanto artistica, giocandosi probabilmente ogni possibilità di essere davvero riconosciuto dai suoi simili, nella sua epoca, e condannandosi alla marginalità (anche qui: tanto sociale quanto di “riconoscimento letterario”, all’epoca).

A concludere questa “recensione”: a chiudere il volume, un pregevole apparato redazionale di Simone restituisce al lettore una dimensione più filologica e biografica del protagonista.




domenica 7 dicembre 2014

Campana - Biblioteca Marucelliana Firenze


Il nostro libro su Dino Campana nella mostra "Dino Campana, Canti Orfici 1914-2014. Manoscritti, documenti, libri, immagini."
Biblioteca Marucelliana, Firenze.
Fino al 31 Dicembre
Dal lunedi al giovedi 8.30-17.30 venerdi 8,30-17.30


giovedì 8 maggio 2014

Campana - Nuova edizione


Nuova edizione, riveduta, corretta e ampliata per il nostro "Campana". Gabriel Cacho Millet firma una nuova introduzione e collabora alla revisione dell'intero libro. Aggiunte nuove tavole e appendice massicciamente revisionata. Finalmente l'edizione definitiva? Staremo a vedere.
Il libro si può comprare direttamente dal sito di GiudaEdizioni oppure nelle librerie indicate nel sito, nonchè chiedendolo direttamente a me o a Simone Lucciola.

"Così conosco una musica dolce nel mio ricordo senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza o il ritorno".
Dino Campana

martedì 16 aprile 2013

Dino Campana e i boschi verticali




Da Bologna a Milano in un'ora e mezza.
Il treno di nuovissima concezione fa una spietata concorrenza alle ferrovie dello stato.
E' pulito comodo ordinato.
I passeggeri mangiano cibo in vaschetta.
Ognuno ha la sua dotazione con cui interagire: telefono cellulare portatile ipad iphone.
Passa un hostess che al telefono sta parlando con un collega:
"C'è un signore che non ha il biglietto né soldi né documenti".
Un' evenienza che sembrerebbe assolutamente non prevista su questi treni. 
L' hostess ripassa con il suo collega.
Non assisto a come tratteranno il caso imprevisto.
Ho in mente decine di queste scene su i vecchi treni.
Capi treni agenti ferroviari venditori abusivi famiglie rumorose giovinastri nascosti nei bagni o sepolti sotto i bagagli.
Milano porta Garibaldi. Quartiere Isola.
Grattacieli di vetro guardano lo scalo ferroviario.
Altri in costruzione realizzeranno dei "boschi verticali" rimpiazzando il parco che c' era al loro posto. 
Il quartiere porta questo nome per via della sua posizione in città.
La stazione centrale e la tangenziale lo isolano a nord ovest. Un'isola.
12.000 euro al metro quadro per un appartamento nei nuovi grattacieli.
Ai loro piedi un esteso mercato occupa le strade il martedì e il sabato.
Fragole grandi come pomodori, pomodori come arance, arance come meloni, meloni come angurie.
Tutte le stagioni su di una bancarella. Prezzi ultraconvenienti e prezzi inaccessibili.
Il quartiere isola è un arcipelago di isolotti. Alcuni di questi sono delle botteghe che sopravvivono.
La libreria B**K ha issato la sua bandiera da poco.
Chiara e Diletta la tengono ben piantata.
Questa sera il quartiere è abbastanza deserto. Lo sciopero dei mezzi pubblici ha paralizzato la città.
Nella piccola libreria ci siamo io e Luca Falorni a parlare di Dino Campana e del libro a fumetti su di lui che ho realizzato con Simone.
Dino è stato un errante instancabile.
Da Marradi raggiungeva Firenze a piedi e così attraversava l'Appennino Tosco romagnolo.
Ha viaggiato anche all'estero visitando biblioteche e imparando così le lingue.
E' stato tra i primi a leggere poeti non ancora tradotti in Italia all'epoca.
Essere poeta per lui è stata una disgrazia.
Il viaggiare lasciava su di lui delle cicatrici che sfociavano nella sua poesia.
Le valli che ha attraversato Dino sono ora solcate da viadotti autostrade linee ferroviarie ad alta velocità.
Una rete di collegamenti mai sazia di efficienza unisce i grandi centri.
Tutta la periferia tende alla desertificazione.
La convenienza di spostarsi in tempi brevi è sempre più alla portata di tutti.
Quando questo accade ogni altro inconveniente tende a sparire.
Accorciare i tempi è un diktat impietoso.
Partire da Milano per arrivare a Bologna significa attraversare un bel pezzo di territorio.
Ho impiegato un'ora e mezza.
Il tempo per stendere queste note e guardare appena la copertina di un libro.
Non avevo nessuna fretta.
Lo giuro.


venerdì 22 marzo 2013

Campana a MIlano


IL 22 Marzo a Milano presso la libreria B**k di Via Lambertenghi presenterò "Campana" insieme a Luca Falorni che ci ha già accompagnati in quel di Livorno. Luca gran divoratore dell'opera Campaniana leggerà i versi del poeta con la complicità rumoristica di Daniele Corazza. Ecco a seguire un breve incipit sul poeta scritto da Luca:


Dino Campana (1885/1938) Poeta italiano visionario quanto geniale, autore di uno dei capolavori poetici della letteratura italiana del XX secolo, i Canti Orfici, stampato in proprio nel 1914, ripubblicato solo quando l'autore era chiuso ormai da anni in manicomio, dove morì pochi giorni prima di essere liberato. Campana vaga a piedi per la Toscana e per l'Europa, gira per le città come un vagabondo, ma impara le lingue nelle biblioteche,il francese leggendo Rimbaud in Francia, il tedesco leggendo Freud in Austria. Campana rappresenta, senza alcun dubbio, una delle esperienze poetiche più pure, libere, musicali ed importanti del novecento poetico italiano, in lui le esperienze futuriste, crepuscolari, il funambolismo metrico dannunziano arrivano ad incontrare, in una sintesi lacerata sebbene geniale, l'esperienza visionaria del grande decadentismo europeo, soprattutto quello francese dei grandi “maudits”.

Perchè leggere le poesie cosiddette "Minori"? Un po' perché sono meravigliose, un po' perché I "Canti Orifici" sono un miracolo (anche per come sono nati) : leggerli bene non è nè semplice nè breve. Non scherziamo.

mercoledì 14 novembre 2012

"Campana" a Livorno



Altra tappa per il nostro "Campana", io e SImone Lucciola saremo sabato 17 Novembre a Livorno per parlarne all'interno di "Combat comics" nelle sale del TeatroOfficinaRefugio .
Ecco il programma delle quattro giornate del microfestival ed una bella presentazione di quello che oggi tanto fumetto riesce  a dire, fare...



"Il fumetto per molti è ancora sinonimo di evasione dalla realtà. Eppure l’affermarsi del giornalismo a fumetti, delle graphic novel a tema storico e scientifico, e il successo delle tante biografie a vignette ci dicono altro. Negli ultimi anni la nona arte sembra vivere una vera e propria epoca d’oro, come non succedeva in Italia dagli anni ‘80, imponendosi come uno dei linguaggi più capaci di raccontare la società in cui viviamo, in modo a volte ironico ed altre spietato, ma sempre forte di un'indipendenza e di una libertà di parola che altri mezzi espressivi le invidiano. Autori underground imprigionati un tempo dentro un mercato di nicchia, autoproduzioni nate in seno ai movimenti, fumetti di denuncia e fieramente schierati, grazie alla rete, riescono improvvisamente a parlare a tanti, tantissimi. Combat Comics presenta le ultime fatiche dei protagonisti di questa rivoluzione, con la convinzione che il fumetto, oggi più che mai, serva non solo per raccontarla e capirla, questa realtà, ma anche e soprattutto per cambiarla."

lunedì 12 novembre 2012

Faenza e Dino Campana

..."La piazza ha un carattere di scenario nelle loggie ad archi bianchi leggieri e potenti. Passa la pescatrice povera nello scenario di caffè concerto, rete sul capo e le spalle di velo nero tenue fitto di neri punti per la piazza viva di archi leggeri e potenti."...

Così Dino Campana su Faenza, e così noi su di lui nella città a lui più vicina, la prima ad essere cantata nei suoi versi...










E grazie al professore Stefano Drei, ad Andrea Zoli, Martha Pedron, Federico e Mirada...

mercoledì 7 novembre 2012

"Campana" a Faenza


Nell’ambito degli incontri di KOMIKAZEN DE FAIANCE sabato 10 novembre alle ore 20 presso la Casa del Disco (Corso Mazzini 38, FAENZA) presentazione del libro “Campana” di Simone Lucciola e Rocco Lombardi. All’incontro insieme agli autori interverrà anche il Prof. Stefano Drei, docente del Liceo Classico Torricelli e studioso di Dino Campana.
In mostra una selezione delle tavole originale che compongono il libro.
Komikazen, festival internazionale del fumetto di realtà alla sua ottava edizione,dopo Bologna e Ravenna migra anche a Faenza. Eventi conviviali, performance, presentazione di libri e mostre per rappresentare una realtà sempre più fragile e spesso falsificata da media apparentemente più “reali”.Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale.

mercoledì 3 ottobre 2012

"Campana" - Intervista su Lospaziobianco


Sul sito d'informazione e critica sul fumetto LoSpazioBianco è appena stata pubblicata una lunga intervista a cui abbiamo risposto io e Simone Lucciola. Si parla del fumetto di realtà e del nostro libro su Campana.
L'autrice dell'intervista è Giada Peterle che già a suoi tempo scrisse una notevole recensione del libro.
QUI l'intervista e QUI la recensione. Detto questo ci vediamo a Komikazen...

venerdì 15 giugno 2012

Campana - Nuove sul nostro libro

Nel mentre Simone sta riaggiornando le note del nostro libro su Dino Campana, che serviranno alla prossima edizione del libro segnalo le ultime due menzioni sul libro: una video intervista realizzata dal portale RaiLetteratura in cui io e Simone parliamo del nostro lavoro per  e sulle pagine di Fumetti di carta un'altra recensione a cura di Orlando furioso. Qui sopra invece una fotografia che ritrae il poeta presso l'Acquacheta,   l'ultima delle immagini riemersa in questi mesi...

lunedì 14 maggio 2012

Nuove su "Campana"



Il nostro"Campana" continua a far parlare di sè, qui sopra la segnalazione sulle pagine del Venerdi di Repubblica. QUI il poeta e scrittore Armando Saveriano ne parla con grande cuore. E' online da oggi la video intervista rilasciata da me e Simone per il portale Rai Letteratura.
E' intanto il volume sarà presto ristampato con una nuova postfazione e preziose rettifiche e aggiornamenti nelle note...

giovedì 26 aprile 2012

"Campana" a Pescara e a Napoli



Sabato 28 Aprile sarò a Pescara per presentare "Campana" presso la libreria K . Al Comicon di Napoli saranno esposte alcune tavole del libro all'interno della mostra "Storie parallele: letterature e fumetti in Italia", dal 28 Aprile al 1 Maggio presso la Fiera d'Oltremare. 


lunedì 5 marzo 2012

Campana: apologia di un nevrastenico

Un' intervista a Simone sul nostro "Campana" pubblicata sul blog Conversazioni sul fumetto.


Campana: apologia di un nevrastenico



di Tonio Troiani
Sfogliando il libro che Lucciola e Lombardi hanno dedicato a Campana, edito dai tipi di G.I.U.D.A Edizioni, si scopre qualcosa di lontano, per certi versi, da quello che comunemente si intende per fumetto. La ridda di immagini e documenti che scorrono sotto i nostri occhi mettono in scena, in un teatrino di ombre cinesi, sì la vita del poeta dei Canti orfici, ma senza adagiarsi su una piatta biografia fatta di eventi e date.
Infatti, Campana è un memoriale atipico, che procede per scatti e bagliori elettrici. La poesia – la vera protagonista – appare, quasi, in forma fantasmatica: come un perfetto delirio, incorniciata ad hoc dai neri di Lombardi. E’ un’incendio senza tregua, se non sopravvenisse – in maniera contrappuntistica – Lucciola, il cui ruolo è quello di allestire, invece, sulla pagina bianca tutto ciò che gravita intorno a Campana: dalle testimonianze dirette ai luoghi tipici in cui si è consumato un certo fraintendimento. Il tutto sembra mosso da una forte tensione apologetica: Campana viene salvato nel e con la sua pazzia. W il Mat come si legge in chiusura del libro.
Ne abbiamo parlato con Lucciola, cercando di capire qualcosa in più.

Ti conosciamo per lavori come Lo-Fi e per la tua attività sul blog Lamette: il tuo tratto nitido è caratterizzato da una certa irriverenza che non risparmia nessuno, come si sposa questa causticità con la scientificità con cui hai trattato il materiale per Campana? 
In realtà non c’è stato uno studio preparatorio costante e circoscritto a un dato momento del work in progress, anche perché la prima volta che mi sono imbattuto in un testo di Campana, rimanendone subito impressionato, era probabilmente la fine degli anni ottanta. Poi ho continuato a leggere e rileggere i Canti Orfici negli anni del liceo e dell’università, anni in cui devo dire che l’idea di fare un fumetto su di lui o fare fumetti in generale non era neanche in concezione. Così il lavoro di ricerca è venuto fuori in automatico, un po’ come quando ascolti un disco che ti piace, cerchi di approfondirlo perché ti ha colpito, e dopo qualche anno sai vita morte e miracoli della band che lo ha inciso, grazie alla tua monomania ma anche all’apporto di altri appassionati che hai incontrato strada facendo. In questo caso appassionati di tutto rispetto, visto che poeti e studiosi che non finiremo mai di ringraziare, come Giampiero Neri, Paolo Pianigiani, Gabriel Cacho Millet, Giorgio Bàrberi Squarotti, hanno deciso di condividere con me e Rocco il loro sapere ultratrentennale in merito all’argomento. Riguardo alla causticità, ti direi che c’è anche in Campana, ma è tra le righe, anche perché quei testi sono già stati travisati troppe volte e non era il caso aggiungere altre riletture parziali e improbabili alla lunga lista, tra l’altro rimpinzata di recente con un brutto film di Michele Placido.
Chi è Campana per te? Ho notato una certa attenzione con cui parli del disagio e di come questo disagio venga interpretato in maniera patologica. Quasi che si volesse chiudere la natura proteiforme del poeta in un semplice diagnosi. Vi è una forte critica a questa pretesa di dire della medicina, e soprattutto della psichiatria, l’ultima parola. È così?
Potenzialmente Campana è un mio amico: uno dei tanti che ho conosciuto girovagando a mia volta, di quelle persone con una vita infelice ma anche con una marcia in più rispetto alla media degli altri esseri umani che si incontrano solitamente. Poi che sia uno dei più grandi poeti italiani del novecento è un dato di fatto, ma è difficile che l’uomo Campana ispiri un timore reverenziale in quanto classico della letteratura. Più che altro, lo leggi e pensi che lo avresti voluto aiutare, che meritava di più di quel poco che ha avuto. Sicuramente la nostra versione a fumetti risente di questo tipo di sentimento nei suoi confronti, ma c’è anche l’anarchismo mio e di Rocco che salta fuori: e con questo intendo il rifiuto di una società che non tollerava e non tollera il diverso, che non sa capire se non a posteriori, quando la causa fisica di una determinata tensione non esiste più. Che un tempo confinava addirittura nei manicomi persone che non erano assolutamente matte, ma comunque colpevoli di essere povere, malate, ipercritiche o semplicemente schiette a qualsiasi costo, come nel caso di Campana.

Una delle tavole più interessanti è quella con i diversi atteggiamenti dell’intellighenzia poetica: Saba e Montale: tra la pura e semplice attestazione della pazzia (innegabile nelle tavole di Lombardi) e il risentimento della colpa per ciò che andato irrimediabilmente perso, perché non compreso. È una dicotomia che si avverte anche attraverso l’uso di due stili diversi di “narrazione”. Infatti, si nota un certo contrappunto tra il tratto di Lombardi, vicino per certi versi ai graphic novel ante-litteram di Ward e a scelte come quelle di Thomas Ott e Line Hoven, che non brillano certo per loquacità, e il tuo, più controllato, spesso libero dalla gabbia narrativa, quasi “documentaristico” e in certi punti quasi dominato dalla logorrea: è un antitesi voluta? 
Diciamo di sì: secondo la nostra ripartizione non scritta del lavoro, infatti, io avrei dovuto occuparmi di tutta la parte “didascalica” della vicenda e Rocco di interpretare e tradurre in immagini la poesia vera e propria. Questo perché inversamente versatili, allitterando ma mettendola nel modo più chiaro possibile. Poi le carte in tavola si sono rimescolate, perché entrambi abbiamo avuto idee che sono finite – in modo visibile o occulto – anche nelle tavole dell’altro. Insomma, è stata una lunga jam session, al termine (e solo al termine) della quale abbiamo (ri)composto il domino. Forse la caratteristica più interessante dell’albo, in quanto atipica, è rappresentata proprio dal fatto che non abbiamo assolutamente predeterminato una scaletta narrativa prima di eseguire le tavole immaginate, anche perché nelle nostre intenzioni “Campana” doveva cercare di riproporre quell’attitudine alla frammentazione – nella scrittura e nella vita – che è assolutamente un trademark e una prerogativa di Dino Campana.
Se non erro, vi è un’edizione precedente dell’opera, ma più smilza. Perché vi siete ritornati su? Qual è l’esigenza che muove questo tipo di narrazione? E soprattutto perché il fumetto?
Non sbagli: l’edizione a cui ti riferisci consta di venti pagine e l’abbiamo autoprodotta noi stessi come Lamette Comics nel 2008, ma fin dal principio non voleva essere che il “demo” per la graphic novel completa. Che poi non è completa, anzi, sarebbe già suscettibile di aggiornamenti, visto che praticamente ogni due o tre mesi continuano a saltare fuori tasselli inediti della vita di Campana: l’ultimo che conosca, in questo senso, è una foto scattata all’Acquacheta nel 1912 e poi dimenticata per cent’anni nell’album privato di una famiglia toscana, ma ti direi anche, più semplicemente, che non basterebbe una vita per conoscere i Canti Orfici in ogni minimo dettaglio. Quanto al perché del fumetto, francamente non lo so: ho disegnato la prima tavola senza alcun motivo apparente o input esterno e mi è piaciuta; così ne ho preparate altre tre o quattro, le ho fatte vedere a Rocco ed è nata l’idea di un fumetto “sperimentale” a due mani.
Sarai d’accordo che molti fondamentalisti del fumetto potrebbero essere alquanto infastiditi da forme come la tua di fumetto, dove a volte la parola sovrasta l’immagine. Qual è il tuo parere? Vi è spazio per forme meticce come questa? 
Sì, sono perfettamente consapevole di non essere un fumettaro nel senso stretto e scolastico del termine, ma in fin dei conti non mi interessa né finire in un’edicola né dare il nome a un pupazzo, quindi credo che i fondamentalisti dovrebbero semplicemente evitare di acquistarmi. Nel fumetto underground italiano, a ben guardare, c’è spazio per ogni tipo di invenzione, e certamente non sono il primo a disegnare delle tavole “logorroiche”: in Italia erano all’ordine del giorno già trent’anni fa con “Frigidaire”, che molto probabilmente non era seguito dai lettori di “Tex”. Potrei anche dilungarmi sulle meraviglie di tanto fumetto minimale e sull’orripilanza e invendibilità di tanto ipertecnicismo, ma temo di essere sfacciatamente di parte, quindi desisto…
…Voi però supportate il diverso, ne ha più bisogno.

mercoledì 29 febbraio 2012

Campana - Recensione su Lo spazio Bianco


Tratto dal sito LoSpazioBianco, scrive Giada Peterle:

La scelta dei due autori Simone Lucciola e Rocco Lombardi di rappresentare attraverso una biografia a fumetti la storia di Dino Campana, “poeta notturno” vissuto sull’orlo della pazzia agli inizi del ‘900, è innanzitutto una sfida.Campana è una lettura complessa, un vagabondaggio attraverso immagini e parole, poesie e testimonianze; un’opera lontana da quella accessibilità che spesso, erroneamente, ci si aspetterebbe da un’opera a fumetti.
Poeta visionario, Campana fu riconosciuto solo negli anni Sessanta come fondatore della “poesia moderna”, quando dall’accusa di “aletterarietà”, mossagli dal contemporaneo Carlo Bo, si passò alla lettura della illogicità e irrazionalità dei suoi versi come scelta poetica cosciente.
Anche la struttura di Campana sembra sgretolarsi, come a voler riportare, attraverso il linguaggio del fumetto al servizio della poesia, la struttura stessa delle opere e dell’avventurosa vita di Dino.
Campana: la biografia a fumetti di un poeta oscuro >> LoSpazioBianco
Già l’impostazione a quattro mani di questa biografia appare talvolta “disturbante” per l’occhio e per il filo logico: un autore accompagna il lettore attraverso impaginazioni più classiche, baloons che riportano dialoghi posti in sequenze ordinate, organizzate a loro volta all’interno di cornici che scandiscono il ritmo della narrazione, rendendo, attraverso linee morbide, la raffigurazione quasi conciliante; l’altro invece si serve di un tratto spigoloso, che scava la pagina, ricordando talvolta lo stile di Cèzanne talvolta quello dei cubisti e dei futuristi, e accompagna le citazioni dalle opere di Campana con immagini oniriche che scompongono il ritmo, rallentandolo e interrompendolo spesso bruscamente con l’uso di “mega-vignette” (secondo la definizione di Will Eisner) a tutta pagina.

Quello di Campana fu un linguaggio visionario e l’idea di Lucciola e Lombardi di associarlo alla scrittura per immagini del fumetto risulta efficace: tentare una corrispondenza tra immagini poetiche e loro resa figurativa poteva rischiare di sminuire il valore espressivo dei brani citati, ma la costruzione delle tavole stesse attraverso una fitta rete di rimandi ad altre opere pittoriche, che vanno dal già citato Cèzanne a Michelangelo, da Buonarroti a Carrà, contribuisce a restituire alla pagina il valore di un “mistero” da decifrare. 
Campana: la biografia a fumetti di un poeta oscuro >> LoSpazioBianco
La parola dei Canti Orficiè infatti per sua stessa definizione oscura non soltanto per l’ambientazione notturna, crepuscolare, ma anche per la sua difficile comprensibilità; in questo le scelte stilistiche, la predominanza del tratto nero rispetto agli spazi bianchi sulle pagine accompagnate dalle citazioni poetiche, diventano specchio visivo di quella stessa difficoltà.
Un unico elemento resta forse, in questo senso, nell’idea di coerenza tra scrittura e sua raffigurazione, un po’ trascurato: il bianco e nero avrebbe potuto essere interrotto ed arricchito da alcuni tratti sulle tonalità del viola, dell’oro e dell’azzurro, colori simbolo della poesia di Campana, al punto che ogni autore, da Montale a Luzi, che dopo di lui decise di usarli nei propri versi, non poté che sottendere una citazione, un tributo al poeta orfico. La possibilità del disegno di non nominare, bensì di far prendere corpo a questi colori e al loro riferimento ad un mondo trascendente, ultra-terreno nel senso nietzscheano del termine, avrebbe forse dovuto essere sfruttata e non solo evocata, ancora una volta, attraverso le parole.
Il vagabondare dei due autori attraverso i documenti che ricostruiscono le pagine della biografia di Dino ritrova una struttura e un ordine nell’Appendice e nella sezione delle Note, in cui si ricostruisce la complessa trama di citazioni da lettere personali, articoli di giornale, interviste ad autori e amici, facendo emergere il valore anche filologico della loro ricerca.
Campana: la biografia a fumetti di un poeta oscuro >> LoSpazioBianco
Il poeta tormentato, morto rinchiuso in un manicomio dopo aver passato la propria esistenza all’insegna della realizzazione dei precetti di Nietzsche, che usò lo Zharathustracome Bibbia vagando dall’Italia all’Argentina attraverso l’Europa, lasciò con la sua morte una questione inconclusa legata all’interpretazione della sua follia, così come della sua opera letteraria: Lucciola e Lombardi non pretendono con questo graphic novel di risolvere l’interpretazione della figura di Campana, di decifrarla; propongono, però, un valido metodo d’approccio alla sua esistenza e alle sue opere.
Se Dino fu capace di “lasciarci un libro solo di poesia, la sua unica, infinita, giustificazione alla vita”, allora i due autori sono riusciti, attraverso un’opera di non facile lettura, a restituire con una storia per immagini la disarticolata poeticità della vita di un autore che rimarrà anch’egli, per sempre, difficilmente decifrabile.

lunedì 27 febbraio 2012

Aspettando Bilbolbul - Presentazione di Campana a Bologna

Mercoledì 29 Febbraio alle 19 presso il Vanilia & Comics in Via del Pratello 100 a Bologna, presenterò "Campana" con Paolo Parisi. L'evento è inserito nella programmazione di Bilbolbul festival internazionale di fumetto che si svolge dall' 1 al 4 Marzo. Ecco di nuovo l'anteprima sfogliabile del libro:


venerdì 16 dicembre 2011

Campana - Presentazioni a Bologna e Firenze

Prime presentazioni pubbliche per "Campana":
Lunedi 19 dicembre ore 21 libreria Modo infoshop, via Mascarella 24 Bologna
Martedi 20 Dicembre ore 18 La Citè libreria cafè, Borgo S. Frediano 20 Firenze
Saremo presenti io e Simone Lucciola insieme a Marco Lobietti, direttore editoriale di Giuda Edizioni.
A Bologna interverrà Vincenzo Bagnoli.
Intanto il libro è per ora disponibile in tutte le librerie del circuito Interno 4 , da Febbraio la distribuzione coprirà tutte le altre librerie.


Per l'occasione sul sito di Giuda edizioni altre due tavole in anteprima...

venerdì 21 ottobre 2011

Campana, l'anteprima a sfoglie...



di Simone Lucciola, Rocco Lombardi e Dino Campana, 2011 Giuda Edizioni 64 pag, formato 17 x 24 cm copyright © 2011 Simone Lucciola e Rocco Lombardi copyright per l’edizione italiana © 2011 GIUDA edizioni ISBN: 978-88-905765-7-7

mercoledì 19 ottobre 2011

Campana...



Copie e incollo dal blog di Simone Lucciola il resoconto della genesi del nostro lavoro su Dino Campana. Qui sotto una delle mie tavole in anteprima:


Qualcuno ricorderà il Campana che io e Rocco Lombardi ci autoproducemmo nel 2008 con Lamette Comics: 500 copie oggi esaurite per 20 pagine sulla vita e sull'opera poetica di Dino Campana (1885-1932). Quel libretto era in realtà un demo, dal momento che l'intenzione mia e di Rocco era quella di usarlo come scheletro per un progetto più ampio che avrebbe dovuto essere rimpolpato a domino di pagine nuove ed essenziali, di fondo assolutamente imprescindibili ma al momento impossibili da includere in una breve sintesi, quindi mai realizzate. Naturalmente avevamo bisogno di un editore che giustificasse un comeback impegnativo su questo progetto, e l'abbiamo trovato nei tipi di GIUDA, con cui Rocco collabora già da tempo per l'omonima rivista. Eccovi dunque la novità principale che riguarderà il sottoscritto in uscita per questa Lucca Comics: un nuovo Campana. Le pagine da 20 sono diventate 64, e molti arcani relativi alle leggende che aleggiano sullo sfortunato Dino sono stati dipanati grazie alle importanti collaborazioni di Paolo Pianigiani (studioso campaniano e curatore del sito www.campanadino.it), Gabriel Cacho Millet (possiamo dirlo, il massimo studioso campaniano vivente) e Giampiero Neri (poeta italiano tra i maggiori contemporanei e appassionato dell'argomento).
Un lavoro che ci ha impegnato un tantinello, insomma, e che cerca di interpretare al meglio le suggestioni dei testi poetici campaniani (molte le incursioni nel territorio dell'arte, toscana in particolare, e nei paesaggi di Marradi, dove Rocco è andato appositamente in pellegrinaggio mentre il sottoscritto elaborava scartafacci d'epoca). Vi allego qui la nuova copertina (sul cui sfondo riconoscerete una versione psichedelica degli Uffizi) e un paio di tavole, consequenziali, scelte tra quelle che nella prima versione non c'erano.